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Associazioni C01 (cizerouno) di Trieste e Mozaik di Venezia

Progetto “Varcare la frontiera – Atlantidi”

ALBANIA, quando l’Adriatico unisce

dal 28 marzo al 2 aprile 2018 / 6 giorni-5 notti / aereo-bus

La Storia della terra e delle genti albanesi oscilla da sempre tra attenzione e dimenticanza, esattamente come un'onda di marea avanza e si ritira. Una prima onda ed ecco il grande clamore suscitato dalla lotta del nobile Scanderbeg contro la spinta turco-ottomana nel XV secolo. Un'altra onda, ed ecco l'Albania oggetto dei desideri dell'Italia fascista e annessa al Regno di Vittorio Emanuele III. Un'altra onda ancora ed ecco le decine di migliaia di Albanesi che compaiono sugli schermi televisivi delle case degli Italiani: ammassati su barche di ogni tipo e dimensione, lasciano le coste del loro Paese per mettersi alle spalle il passato di Enver Hoxha e abbracciare il sogno italiano. E' il 7 marzo 1991 quando giungono nei porti di Bari, Brindisi ed Otranto più di 25.000 uomini, donne e bambini. Una scena che si ripete l'8 agosto, quando la nave Vlora straripa di 20.000 persone che vedono scomparire all'orizzonte il porto di Durazzo e materializzarsi l'approdo di Bari. E poi, a seguire, ancora centinaia e centinaia di altre imbarcazioni, con l'Adriatico di fronte a promettere una nuova vita. Ma poi c'è anche il riflusso, la noncuranza e l'oblio nei confronti di un vicino sconosciuto, di cui si parla spesso per stereotipi e pregiudizi, magari prendendo a riferimento le pagine di cronaca dei quotidiani. Periodi in cui l'Albania è solo un'espressione geografica o addirittura un buco: nella memoria, nell'attenzione, nell'interesse.

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“TRIESTE, PORTA D'EUROPA”

genti e culture tra Mediterraneo, Balcani e Mitteleuropa

LA NUOVA TRIESTE DI MARIA TERESA

Sabato, 17 febbraio 2018

 Carlo VI, Maria Teresa, Giuseppe II, ... Nel corso del '700 la Casa d'Austria stimola senza sosta lo sviluppo della città e del porto di Trieste, dando loro una nuova missione ed un nuovo orizzonte: divenire un cardine del sistema economico imperiale. La città diviene non solo porto di merci, ma anche di uomini dalla più diverse provenienze: varie comunità di lingua, fede e cultura differenti si insediano e mettono radici profonde in città, favorite dalle decisioni di Vienna che la rendono meta ambita per sviluppare ricchezza e benessere personali e familiari. E' così che Trieste si trova al centro di un progetto cosmopolita, aperta all'apporto di chiunque possa contribuire al suo sviluppo con il proprio “saper fare”.

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